Anche quest’anno, dopo il boom di articoli su Halloween di settimana scorsa, ho pensato di lasciarvi una ricetta anche per il periodo dei morti: le favette triestine.

Si tratta di una versione piccola, friulana e colorata delle “fave biscotto” che si usano dalle nostre parti in Bergamasca (di cui trovate già la ricetta qui).
La tradizione dietro questi biscottini è curiosa: i 3 colori indicano infatti le fasi della vita (bianco la nascita, rosa la vita, marrone la morte) e il riferimento alle fave è il fatto che da tradizione romana siano un legame con l’aldilà e vengano servite anche in occasione delle celebrazioni del periodo. L’idea di crearne una versione dolce è sempre vincente.



Fatemi sapere quali sono i biscotti tipici dalle vostri parti per questa ricorrenza e se avete già provato il pan dei morti, trovate anche questo su Fun&Food.
Favette dei Morti Triestine
Ingredienti
- 1 albume (30/35g circa)
- 40 g farina 00
- 100 g farina di mandorle (in alternativa mandorle intere sgusciate, pelate e frullate finemente)
- 50 g zucchero semolato
- Aroma vaniglia o vanillina
- ½ cucchiaino alchermes o acqua di rose + colorante rosa
- 1 cucchiaino cacao amaro
Istruzioni
- Sbattete l'albume fino a farlo diventare bianco e spumoso.
- Incorporate gli ingredienti asciutti: farina, farina di mandorle, zucchero e aroma alla vaniglia.
- Dividete l'impasto in 3 panetti uguali. Uno lo lascerete bianco, in uno aggiungerete colorante o alchermes per farlo rosa ed infine nell'ultimo dovrete impastare il cacao.
- Create un salsicciotto lungo dal diametro di circa un paio di centimetri con ogni colore, quindi ricavate dei tronchetti.
- Rotolate ogni gnocchetto fra le mani per arrotondarlo, poi disponeteli sulla placca del forno rivestita di carta oleata. Se volete un po' di dolcezza in più potete rotolarle leggermente in altro zucchero semolato (con 1 cucchiaio ci fate l'intera teglia).
- Cuocete le favette a 120°C, forno statico, per circa 25 minuti, vi accorgerete che sono cotte perché si staccheranno facilmente dalla carta forno.





