La bella stagione chiama passeggiate (anche perché si può fare solo poco altro). Le passeggiate, oltre ad un sacco di starnuti e mascherine mocciolose di noi allergici, portano a raccogliere piante officinali. Se l’anno scorso, complice il lockdown, avevo cominciato tardi la stagione di foraging (procacciandomi comunque con successo ortiche e corniole), quest’anno sono partita carichissima già dalle prime foglioline.

Primo avvistamento: il tarassaco. Diciamo che è veramente difficile non trovarlo perché, almeno dalle nostre parti, i prati (e i lati delle strade) ne sono pieni praticamente da marzo a giugno. La cicoria selvatica, o tarassaco officinale, è in parole povere il fiore giallo dei “soffioni”. Per questa ricetta ho prelevato solamente le corolle, ma esistono tante altre preparazioni che ne sfruttano tutte le parti. Con la radice, raccolta in autunno, tostata e macinata, si prepara un infuso simile al caffè. Le foglie si utilizzano al naturale in insalata (a cui potete aggiungere anche qualche fiore per dare colore) o in pesti e torte salate: sappiate che sono piuttosto amare, regolatevi di conseguenza. Torniamo a noi.

I benefici del tarassaco sono molteplici, non sto qui ad elencarveli dal momento che come intuirete per vedere i primi effetti dovreste consumare questo miele con regolarità ed in quantità smodate, ma mi piace pensare di preparare qualcosa che, oltre che buono, faccia anche bene – sotto sotto.

Questo sciroppo ricorda davvero molto il miele, sembra una sorta di miele vegetale. Il profumo che sprigiona in cottura è delizioso ed è perfetto anche per diete vegane o come dolcificante alternativo per tè e tisane. Sciolto in acqua calda in inverno è un toccasana contro la tosse. La preparazione è davvero semplice ed economica, pensate che è un prodotto tipico delle zone di montagna in Trentino e Veneto che potete realizzare con meno di 1€ a barattolo (ben al di sotto del prezzo di vendita).

Ingredienti:

  • 120g di fiori di tarassaco
  • 1 litro di acqua
  • 1 limone
  • 400g di zucchero (io ho utilizzato quello grezzo di canna per un effetto più rustico, ma se volete ottenere un miele più chiaro utilizzate quello classico semolato)

Preparazione:

Pulite i fiori di tarassaco: eliminate i gambi e la parte verde che tende ad essere amara, sciacquateli sotto acqua corrente e tuffateli in un pentolino con l’acqua e il limone tagliato a fette.

Mettete la padella sul fuoco, portate ad ebollizione e fate cuocere per circa 15/20 minuti. Spegnete il fornello e lasciate in infusione un paio di ore, con il coperchio. Filtrate eliminando fiori e limone, quindi aggiungete lo zucchero e fate cuocere a fiamma vivace, finché come per magia, non inizierà a formarsi uno sciroppo. Assomiglierà in tutto e per tutto al miele, all’inizio vi sembrerà un po’ liquido ma raffreddandosi si addenserà ulteriormente. Per controllare che sia pronto fatene cadere una goccia su un piattino ed inclinatelo, la goccia dovrà risultare viscosa e scendere lentamente, proprio come farebbe una goccia di miele.


Qualche suggerimento in più

  • Il miele di tarassaco si conserva per mesi in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce, non serve riporlo in frigorifero.
  • Raccogliete i fiori in una giornata di sole, quando sono asciutti e prima della completa fioritura, così risulteranno belli aperti ed al picco del loro “tempo balsamico”.
  • Trovate il tarassaco da marzo a giugno, il mese migliore per la raccolta è aprile.
  • Per raccogliere i fiori con il minimo sforzo, e senza strappare anche lo stelo, utilizzate la mano “a pettine”.
  • Verificate sempre eventuali intolleranze / allergie ed interazioni con eventuali farmaci o patologie in corso prima di consumare qualsiasi erba spontanea.
  • Regola generale in caso di foraging: nel caso non siate sicuri al 100% non raccogliete né consumate erbe spontanee.
  • Procuratevi un cestino per la raccolta e fate attenzione perché i fiori macchiano ed appiccicano.

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